Srpsko-hrvatski - prva lekcija/prima lezione
Hoću ja li uspjeti u učenju?

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(talijansko-srpski blog)
Hoću ja li uspjeti u učenju?

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Više nema nikakve sumnje: crnogorska vlast je dozvolila narkobosu Darku Šariću da napusti Crnu Goru upravo na dan kada je Srbija za njim raspisala Interpolovu potjernicu.
Kako tvrdi podgorički dnevnik „Vijesti“, Šarić je u Švajcarsku otputovao uz pomoć moćnih ljudi iz državnog vrha privatnim avionom jedne aviokompanije sa čijim je vlasnikom prijatelj. |
Non ci sono più dubbi: il governo montenegrino ha consentito al boss del narcotraffico Darko Šarić di lasciare il Montenegro proprio il giorno in cui la Serbia aveva spiccato nei suoi confronti il mandato di cattura internazionale.
Molto probabilmente, l’uomo in questione è Stanko Subotić Cane, anch’egli sulla lista dell’Interpol, cittadino svizzero e amico stretto del premier montenegrino Milo Ðukanović.
L’ex diplomatico montenegrino e padrino di Ðukanović, Ratko Knežević, la scorsa settimana ha accusato Subotić e Ðukanović di fronte al tribunale di Zagabria, durante il processo per l’omicidio del proprietario del settimanale “Nacional” Ivo Pukanić, di essere i capi della mafia del tabacco nei Balcani, sostenendo che proprio loro avrebbero ordinato l’omicidio del giornalista croato.
Nicović non ha dubbi sul fatto che Šarić sarà arrestato, affermando che la Serbia e il Montenegro sono ormai sotto pressione da parte dell'Agenzia americana per la lotta ai narcotici (DEA).
Allo stesso tempo nessuno in Montenegro confisca le proprietà di Šarić, come invece accade in Serbia, del valore di decine di milioni di euro. |
M.Canka,Ulcinj.
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Odmotavanje klupka oko kokainske afere opasno trese institucije sistema u Crnoj Gori. Prije svega policijske i finansijske.
Ogroman novac zarađen od šverca droge ulagan je u nekretnine, banke i posrnula crnogorska preduzeća.
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In seguito ad uno scandalo scoppiato su un traffico di stupefacenti, le indagini scuotono pesantemente il sistema istituzionale montenegrino, in primo luogo polizia e sistema finanziario.
Un'ingente quantità di denaro guadagnato col traffico di droga sarebbe stata investita nel mercato immobiliare, depositata nelle banche e avrebbe intaccato le aziende montenegrine.
La direttrice del settimanale indipendente “Monitor” di Podgorica, Milka Tadić-Mijović, ha affermato che i criminali riciclano denaro in Montenegro e una volta ripulito finisce nei canali legali. “Gran parte del sistema economico montenegrino attuale è infatti basato sul denaro dei vari gruppi criminali ormai radicati”, ha aggiunto la Mijović.
È un fatto però che la polizia montenegrina non sia stata coinvolta nelle indagini internazionali condotte per mesi dall'Agenzia americana per la lotta alla droga (DEA) e dall'Agenzia informativa sulla sicurezza della Serbia (BIA) sul traffico di 2,1 tonnellate di cocaina provenienti dal Sud America e dirette in Europa.
Alla domanda sul perché sia successo ciò, il portavoce del PZP Koča Pavlović replica seccamente: “Beh, ovviamente non si crede alla nostra polizia.” |
M.Canka, Ulcinj.
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Marko Vešović je velika ličnost sarajevskog sveta kulture; pripovedač, novinar, surovi ironični intelektualac. Vešovića su izdali i napali ne samo njegovi sunarodnici već i najbliži prijatelji poput Radovana Karadžića, kao i pesnici-prijatelji Rajko Petrov Nogo, Branko Čuljak i ostali. “Moj najbolji prijatelj me je naterao da pijem krv kao da je čorba”, napisao je Vešović. U 2008 godini odbijen je da primi nagradu za poeziju “Risto Ratković” koja mu je dodeljena u Crnoj Gori za knjigu pesama “Rastanak s Arencanom” . Nije htio da primi ovo priznanje, koje je 1993. bilo dodeljeno i ratnom zločincu Radovanu Karadžiću, njegovom bivšem prijatelju. Vešovićevo odbijanje bio je mnogo više od pukog građanskog protesta protiv nekoga ko nimalo ne poštuje ljudska i građanska prava. “Nedopustivo je što se u današnjoj Crnoj Gori uporno i metodično ćuti o svemu što se događalo u ratu u Bosni i Hercegovini... Odbijam da budem umešan u bilo koji oblik crnogorskog besramlja”, izjavio je. Ima onih koji se u ratu pokazuju kao slabi; oni koji ne mogu da podnesu horor i beže; onih razočaranih koji prestaju da izdržavaju ili onih koji se kriju iza političkih i društvenih funkcija.Marko se borio protiv zla kao običan pešadinac. Na najbolji način koji je znao- rečima. Za narod Sarajeva, njegovo prisustvo (mogao je ali nije želeo da napusti grad) bilo je od izuzetne važnosti. Njegovo pisanje je ulivalo hrabrost, budilo je nadu. Branilo ih je od totalnog očaja, od onoga čega su se plašili: da su svi Srbi protiv Bošnjaka. Vešović je tvrdio da je moguće na prvom mestu biti čovek, pa tek onda možda Crnogorac, Srbin, Bosanac, katolik ili musliman. Vešović je ostao dosledan sebi i svojim principima. Analizirao je zlo, ogoljavao ga, ismevao i demistifikovao. Ni na koji način nije “komercijalizovao” svoj patriotizam: živi u malom stanu koji je imao još pre konflikta. Radi kao docent, predaje, piše. Pomaže mu “tim” za podršku, obični, nepoznati ljudi koji, kada ga sretnu na ulicama Sarajeva, upitaju ga s osmehom: ”Kako ste, profesore?” U ovim nevinim rečima sve je sadržano: “Jedno hvala, jedno priznanje, jedno saosećanje”. Ko ne nalazi razloge u činjenicama, nalazi ih u besmislicama. Sviđa nam se da citiramo Marka Mljanova, crnogorskog heroja, narodnog književnika i vojvode iz XIX veka, koji je odredio razliku između “čojstva i junaštva” . Često je mnogo lakše prihvatiti one koji su nas izdali negoli “oprostiti” onome ko se pokazao boljim od nas. |
Marco Vešović è un grande personaggio del mondo culturale sarajevese; narratore, giornalista, intellettuale di feroce ironia. Vešović è stato tradito e attaccato, non solo dai propri connazionali, ma anche dagli amici più stretti come Radovan Karadžić, nonché da poeti-amici come Rajko Petrov Nogo, Branko Čuljak e altri. “Il mio migliore amico mi ha fatto bere il mio sangue come fosse una zuppa”, ha scritto Vešović. Nell’anno 2008 rifiutò il premio letterario “Risto Ratković” attribuitogli in Montenegro per il libro di poesie “Rastanak s Arencanom” (“Addio ad Arenzano”). Non volle accettare quel riconoscimento, che nel 1993 fu conferito anche al criminale Radovan Karadžić, suo ex amico. Nel rifiuto di Vešović ci fu molto più di una consueta protesta civile contro qualcuno che, dei diritti umani e civili, non ha alcuna considerazione. “È inaccettabile il silenzio che vi è in Montenegro su quello che è successo durante la guerra in Bosnia Erzegovina... Rifiuto di far parte di questa vergogna montenegrina”, ha dichiarato. Ci sono quelli che durante la guerra si dimostrano deboli; quelli che non possono reggere gli orrori e scappano; quelli delusi, che smettono di resistere, o altri, che si nascondono dietro cariche politiche o sociali. Marco ha combattuto contro il male come un semplice fante. Nel modo migliore che conosceva, con le parole. Per la gente di Sarajevo la sua presenza (poteva, ma non voleva lasciare la città) era importantissima. La sua scrittura infondeva coraggio, risvegliava la speranza. Li proteggeva dalla disperazione totale, da quello che temevano: che tutti i serbi fossero contro i bosniaci. Vešović affermava che è possibile essere prima un uomo, e poi magari un montenegrino, un serbo, un bosniaco, un cattolico o un musulmano. Vešović è rimasto fedele a se stesso e ai suoi principi. Analizzava il male, lo metteva a nudo, lo ridicolizzava lo demistificava. In nessun modo ha “commercializzato” il suo patriottismo: vive nel piccolo appartamento che possedeva prima del conflitto, fa il docente, insegna, scrive. Lo aiutano un “team” di supporto, la gente comune, gli sconosciuti che quando lo incontrano per le vie di Sarajevo gli chiedono con un sorriso: ”Come va professore?” In queste parole ingenue è compreso tutto: “Un grazie, un riconoscimento, la complicità”. Chi non trova le ragioni nei fatti, le trova nelle assurdità. Ci piace citare Marco Mljanov, un eroe montenegrino, scrittore e ufficiale dal diciannovesimo secolo, che ha fissato la differenza tra “eroismo e umanità” (čojstvo i junaštvo). Spesso è più facile accogliere quelli che ci hanno tradito, che “perdonare” chi si è dimostrato migliore di noi. |
Od Troja, u 5. mart 2010 10:10:17
